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Rassegna stampa

Una selezione di articoli di giornale e citazioni critiche dedicati all’attività artistica di Aldo Brizzi.

Articoli di giornale Frasi della critica

Articoli di giornale

Selezione stampa

Amor Azul

Testata: Le Monde
Anno: 2022
Argomento: Cronaca della prima esecuzione a Parigi
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I-Juca Pirama

Testata: O Globo
Anno: 2025
Argomento: Cronaca della prima a Belém
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Tournée “Preludio”

Testata: The Times
Anno: 2017
Argomento: Critica del concerto al Barbican di Londra
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Ópera dos terreiros

Testata: O Globo
Anno: 2023
Argomento: Critica delle esecuzioni a Salvador
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Frasi della critica

Citazioni selezionate

“Bem-vindo, Aldo Brizzi, que ‘a brisa do Brasil’ deslumbra, mas não dobra. Sua música difícil mas amorosa, despreconcebida, mas não feita ‘para vender e vender depressa’, há de ser muito útil para abrir os nossos ouvidos a novas e necessárias descobertas desabridas.”

Augusto de Campos, Brizzi do Brasil, A Folha de São Paulo, 1998.
“Benvenuto, Aldo Brizzi, la cui ‘brezza del Brasile’ incanta, ma non piega. La tua musica, difficile ma amorosa, libera da preconcetti, ma non fatta ‘per vendere e vendere in fretta’, sarà molto utile per aprire le nostre orecchie a nuove e necessarie scoperte aspre e sorprendenti.”

“E l’idea dell’opera di Brizzi è di una maturità e di una consapevolezza assai apprezzabile. Con l’evidente scopo, lacerante, di entrare nella forma e sconvolgerla dall’interno, per attingere nuove energie. Che era precisamente ciò che volevano i classici.”

Michelangelo Zurletti, programma di sala concerti ECYO, 1981.

“Aldo Brizzi è una specie di miracolo. Italiano, è riuscito a firmare uno dei più interessanti dischi di musica brasiliana del momento. ... Il suo Brasile è eclettico e tradizionale, minimalista e lussureggiante, colto e popolare...”

Elisa Manisco, La Repubblica, 2004.

“Il lavoro di Brizzi, nella sua sovrapposizione di segni espressivi, diventa quindi non solo un eccellente esempio di superamento delle forme e degli stili definiti, ma si fa pure confronto etico fra culture, antropologia musicale, dove l’uomo abita lo spazio dell’opera, calibrato su una progettualità aperta che ha come fine quello di amplificare il senso dei materiali di partenza (senso ludico, intellettuale e culturale assieme).”

Renzo Cresti, Musica Presente, 2018.